Finale nel 2018, terzo posto nel 2022. La Croazia è la piccola grande nazione che ha sfidato le leggi della probabilità calcistica, raggiungendo le ultime fasi di due Mondiali consecutivi con una popolazione inferiore a quella di Roma. Il segreto della Vatreni è sempre stato lo stesso: un centrocampo di qualità sovrannaturale guidato da Luka Modric, il giocatore che ha definito un’epoca del calcio croato e mondiale. Al Mondiale 2026, la domanda che tutti si pongono è inevitabile: Modric ci sarà? A 40 anni, il Pallone d’Oro 2018 potrebbe disputare il suo ultimo grande torneo — oppure potrebbe aver già detto addio. Indipendentemente dalla risposta, la Croazia si presenta nel Girone L con Inghilterra, Ghana e Panama con la consapevolezza di essere una squadra in transizione ma con un DNA competitivo che nessun cambio generazionale può cancellare.

Rosa e Giocatori Chiave

La Croazia del 2026 vive il passaggio più delicato della propria storia calcistica recente: la sostituzione di una generazione che ha raggiunto due finali e un terzo posto in due Mondiali con una nuova leva di giocatori che deve ancora dimostrare di poter reggere la pressione dei grandi palcoscenici. Il processo è iniziato dopo il Mondiale 2022 e sta proseguendo con risultati altalenanti.

GiocatoreRuoloClubEtà
Dominik LivakovicPortiereFenerbahce31
Josko GvardiolDifensoreManchester City24
Josip SutaloDifensoreAjax24
Mateo KovacicCentrocampistaManchester City32
Lovro MajerCentrocampistaWolfsburg27
Luka SucicCentrocampistaReal Sociedad24
Martin BaturinaCentrocampistaDinamo Zagabria21
Luka ModricCentrocampistaReal Madrid40
Andrej KramaricAttaccanteHoffenheim34

Josko Gvardiol del Manchester City è il giocatore attorno al quale la Croazia costruisce il proprio futuro. A 24 anni, Gvardiol è già uno dei migliori difensori del mondo — un centrale-terzino moderno con la fisicità per dominare i duelli aerei, la velocità per recuperare in campo aperto e la tecnica per impostare dal basso con la qualità di un centrocampista. La sua crescita al Manchester City sotto Guardiola lo ha trasformato in un difensore completo che vale da solo un vantaggio tattico per qualsiasi squadra. Nel Girone L, il duello Gvardiol contro gli attaccanti inglesi sarà uno dei confronti più affascinanti della fase a gironi.

Kovacic del Manchester City è il centrocampista più esperto della rosa, un giocatore con la visione e la tecnica per controllare il ritmo delle partite — il naturale erede di Modric nel ruolo di direttore d’orchestra, anche se con caratteristiche diverse (più conduzione, meno verticalizzazione). Sucic della Real Sociedad e Baturina della Dinamo Zagabria rappresentano la nuova generazione di centrocampisti croati, formati nella tradizione tecnica del calcio di Zagabria che ha prodotto talenti come Prosinecki, Boban e lo stesso Modric. Livakovic in porta ha dimostrato ai Mondiali 2022 di essere un portiere da grande torneo, con parate decisive ai rigori che hanno portato la Croazia fino al terzo posto.

Il punto debole della rosa è l’attacco. Kramaric, a 34 anni, non garantisce la costanza di rendimento necessaria, e la Croazia manca di un centravanti goleador di livello internazionale che possa competere con i Kane, i Mbappé e gli Alvarez del torneo. È il limite strutturale che potrebbe impedire alla Vatreni di ripetere le imprese del 2018 e del 2022. In compenso, la Croazia ha la capacità di segnare da centrocampo — Kovacic, Majer e Sucic sono tutti giocatori con il gol nelle corde, e gli inserimenti dal centrocampo rappresentano una delle armi offensive più efficaci della squadra.

La Tradizione Mondiale della Vatreni

Per una nazione indipendente solo dal 1991, la Croazia ha costruito un palmares mondiale che farebbe invidia a paesi con dieci volte la sua popolazione. Terzo posto al debutto nel 1998 (con Suker capocannoniere del torneo), poi la fase a gironi superata nel 2006 e nel 2014. Il Mondiale 2018 in Russia fu il trionfo di una generazione irripetibile: Modric, Rakitic, Perisic, Mandzukic e Brozovic portarono la Croazia in finale battendo Argentina (3-0), Inghilterra (supplementari) e Russia (rigori) lungo il cammino. La sconfitta in finale contro la Francia fu dolorosa ma non tolse nulla alla grandezza dell’impresa. Nel 2022, la storia si ripeteò con il terzo posto — medaglia di bronzo conquistata battendo il Marocco nella finalina dopo aver eliminato Brasile (ai rigori) e Giappone (ai rigori) nella fase a eliminazione diretta. Due podio consecutivi sono un risultato che solo Brasile, Germania, Francia e Italia possono vantare nella storia del torneo — e nessuna di queste nazioni ha 4 milioni di abitanti.

Girone L: Inghilterra, Ghana e Panama

La sfida con l’Inghilterra è il cuore del Girone L per la Croazia. Le due squadre si sono affrontate nella semifinale del Mondiale 2018 in Russia — una partita che la Croazia vinse 2-1 ai supplementari con il gol di Mandzukic, eliminando i Three Lions e raggiungendo la finale. Quel precedente pesa come un macigno sulla psicologia di entrambe le squadre: per la Croazia è un ricordo glorioso che alimenta la fiducia, per l’Inghilterra è una ferita che brucia ancora.

Ghana e Panama sono avversari gestibili per una squadra con l’esperienza internazionale della Croazia. Le Black Stars ghanesi porteranno fisicità e velocità, ma la qualità tecnica del centrocampo croato dovrebbe prevalere. Panama, all’esordio dopo il 2018, rappresenta l’occasione più agevole per raccogliere tre punti. Il mio pronostico: Croazia seconda nel girone con 4-6 punti, dietro l’Inghilterra. La qualificazione come seconda o come migliore terza è l’obiettivo realistico.

Quote e Pronostici

Le quote vincente della Croazia oscillano tra 40.00 e 70.00, riflettendo la transizione generazionale in corso e l’incertezza sulla presenza di Modric. Sono quote che considero ragionevoli per una squadra in fase di ricostruzione, ma che potrebbero sottovalutare il DNA competitivo della Vatreni — una nazionale che nelle ultime due edizioni del Mondiale ha raggiunto una finale e un terzo posto, dimostrando una capacità di competere ai massimi livelli che trascende la qualità individuale della rosa.

Il mercato dove trovo valore è il “passaggio del turno dal girone” a quota 1.70-2.10. La Croazia ha superato la fase a gironi negli ultimi tre Mondiali consecutivi (2014, 2018, 2022) — un pattern che le quote dovrebbero riflettere con più generosità. Per le partite specifiche, il mercato “Croazia vince o pareggia” contro l’Inghilterra a quota 2.80-3.50 offre un rapporto rischio-rendimento interessante per chi crede nel peso dei precedenti e nella capacità della Vatreni di alzare il livello nelle partite che contano. L’under 2.5 gol in Inghilterra-Croazia è un altro mercato da monitorare: le sfide tra queste due squadre ai grandi tornei sono sempre state combattute e tattiche, con pochi gol e molta tensione. Per chi analizza le nazionali al Mondiale, la Croazia resta una delle squadre più pericolose da affrontare nella fase a eliminazione diretta — dove l’esperienza, i rigori e la mentalità contano più del talento individuale.

Modric giocherà al Mondiale 2026?

La presenza di Luka Modric al Mondiale 2026 è incerta. A 40 anni, il Pallone d"Oro 2018 potrebbe disputare il suo ultimo grande torneo o aver già deciso di ritirarsi dalla nazionale. La decisione influenzerà significativamente le prospettive della Croazia.

In quale girone gioca la Croazia al Mondiale 2026?

La Croazia è nel Girone L con Inghilterra, Ghana e Panama. La sfida con l"Inghilterra è il match chiave, con il precedente della semifinale del 2018 che aggiunge peso emotivo alla partita.